di Giovanni De Stefanis
Non ho una particolare avversione per Berlusconi e non credo che la situazione quasi disperata della scuola e della giustizia nel nostro Paese (non volendo parlare delle morti bianche sul lavoro o delle vittime della malasanità) siano attribuibili a questo ‘prototipo di italiano medio’, costituzionalmente allergico all’eccellenza e serenamente votato alla mediocrità.
Ho invece una discreta avversione per quello che oggi chiamiamo ‘berlusconismo’ che altro non è che una visione nostrana, piuttosto provinciale, del pragmatismo mercantile figlio dell’ideologia liberista.
Il mito della governabilità (anche a costo di spegnere qualsiasi voce di dissenso) è in perfetta sintonìa con la visione berlusconiana.
Il mito dell’efficienza della pubblica amministrazione (anche a costo di ‘tagliare’ in modo indiscriminato ricerca, istruzione, giustizia, sanità, assistenza,ecc.) incarna perfettamente il credo del signore di Arcore.
Il mito del decisionismo (anche a costo di mortificare parlamento, opposizioni, sindacati, organi di controllo, authorities, informazione, movimenti di opinione pubblica, ecc.) si intona anch’esso alla perfezione con l’autoreferenzialità del sempre più infastidito amministratore delegato dell’azienda Italia.
Il mito, infine, dell’investitura popolare (anche a costo di varare amorali leggi ad personam attaccando, quasi quotidianamente ed in modo sempre più rozzo l’indipendenza della magistratura e la libertà di stampa) rappresenta il cuore più eversivo e, quindi, più pericolosamente anti-democratico del populismo berlusconiano.
Se Guzzetta desse questa lettura della situazione italiana attuale, penso che rivedrebbe agevolmente la scaletta delle priorità e in testa non troverebbe certamente I guasti del porcellum ma, forse, Le …porcherie di cui sopra.
Temo, invece, che lo scetticismo nei confronti della faticosa mediazione politica e la disinvolta sottovalutazione della questione morale, lo porti quasi fatalmente verso l’illusione che costringendo il pluralismo delle idee in due maxi contenitori, (dalle etichette diverse, ma funzionali entrambi alle logiche e ai miti del capitalismo) si possa far decollare il paese verso l’Eden dello sviluppo, della competizione, dei cervelli che non emigrano più, ecc. …
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[...] Posted on 29 Giugno 2009 by giulio.maggiore di Francesco Saverio Lauro, in risposta all’intervento di Giovanni De Stefanis [...]
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